Vai al contenuto

Il progetto nasce per ricucire una frattura urbana: ricostruisce la cortina edilizia su via Gozzi, sostituendo l’autosilo e riallineandosi con le altezze e i volumi preesistenti. Il nuovo edificio si inserisce con rispetto nella forma urbis milanese, contribuendo alla continuità dello spazio pubblico.

Il volume dialoga con il contesto attraverso un’articolazione calibrata di pieni e vuoti, terrazze e corti, materiali minerali e trasparenze. Le facciate riprendono la tripartizione classica milanese con basamento in Ceppo di Gré, corpo centrale con logge e coronamento arretrato in armonia con lo skyline.

Gli spazi verdi, distribuiti tra corti interne, giardini condominiali e terrazze piantumate, generano un sistema articolato tra pubblico, semi-pubblico e privato. La vegetazione diventa parte attiva del progetto, contribuendo al benessere abitativo e all’integrazione con il paesaggio urbano.

All’interno, il progetto adotta un linguaggio più libero e organico: le corti si aprono con andamento sinuoso, accolgono la luce e il verde, e definiscono spazi di vita domestica contemporanea. Gli ultimi piani, con pergole e terrazze, frammentano il volume e dialogano con i tetti della città.