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Il progetto nasce per ospitare l’alta intensità di cura per una struttura di alta specialità di rilievo nazionale: oltre 10 nuove sale operatorie, la diagnostica interventistica con le sale ibride e angiografiche, la terapia intensiva con 24 unità modulari, il pronto soccorso per 30.000 accessi annui strutturato anche per gestire le pandemie.

Le più moderne tecnologie e un’efficienza funzionale totale vengono racchiuse in un volume che cerca un’integrazione coerente con la struttura esistente e il paesaggio. Le nuove volumetrie si relazionano con misura all’impianto originario, valorizzando la solidità del modello piastra-torre. Il nuovo edificio si sviluppa con un impianto stereometrico chiaro, interrotto da tagli verdi, pensiline e percorsi leggeri. La sua altezza contenuta e il rispetto delle visuali verso il paesaggio circostante lo rendono un elemento equilibrato e discreto all’interno del complesso. I materiali impiegati – vetro, metallo e finiture tecnologiche – riflettono un’idea di ospedale moderno, aperto e funzionale.

Un grande taglio orizzontale introduce il tema del paesaggio nella severità tecnica e funzionale del volume. I pazienti in terapia intensiva trarranno grande beneficio dalla visione della luce e del verde per abbreviare la loro convalescenza. Il polo tecnologico è collocato in un volume autonomo, progettato in coerenza con l’impianto complessivo. Rivestito in parte di verde, evita l’appesantimento visivo dell’intervento e trasforma un’esigenza tecnica in valore architettonico. 

Il progetto nel suo insieme costruisce un equilibrio tra razionalità e sensibilità, tra rigore funzionale e apertura verso la natura. L’architettura diventa così strumento di cura, capace di accogliere, rassicurare e generare speranza.