
Concorso, Sanità
Rossiprodi Associati è uno studio di architettura e ingegneria con oltre 30 anni di esperienza nel settore pubblico e privato in Italia.
Con un team di oltre 40 professionisti, lavoriamo in modo integrato e multidisciplinare, unendo creatività, metodo e innovazione. Abbiamo sviluppato competenze distintive in ambiti quali masterplan, edilizia residenziale, sanitaria e per la ricerca e l’istruzione. Promuoviamo un ambiente di lavoro dinamico e inclusivo, investendo nella crescita professionale e nella formazione continua delle nostre persone.

Concorso, Sanità

Masterplan

Concorso, Culto

Concorso, Heritage

Concorso, Residenziale

Educazione

Educazione
Negli spazi dell’ex Manifattura Tabacchi di Firenze, Synlab ha inaugurato la sua nuova clinica, per la quale abbiamo curato il progetto degli spazi interni.
Con una superficie di circa 4.000 metri quadrati,
il progetto è stato concepito come un ambiente accessibile ed empatico, pensato per accogliere
le persone e rispondere alle loro esigenze.
Progetto con @frontiniarchitetti
Foto per gentile concessione di SYNLAB Italia
#RPAInterni
Il progetto della nuova clinica odontostomatologica Villa Santa Margherita, all’interno dell’Ospedale Piero Palagi, rinnova un edificio storico trasformandolo in uno spazio pubblico contemporaneo dedicato alla cura.
Gli ambienti restaurati accolgono 21 riuniti odontoiatrici, tecnologie avanzate e spazi pensati anche per pazienti pediatrici e più fragili, creando un luogo funzionale e inclusivo.
Il recupero di affreschi, stucchi e scale monumentali, realizzato insieme alla Soprintendenza, intreccia storia e innovazione, dando forma a un nuovo riferimento per l’odontoiatria pubblica.
Foto di @pietrosavorelli_associati
Il progetto della nuova clinica odontostomatologica Villa Santa Margherita, all’interno dell’Ospedale Piero Palagi, rinnova un edificio storico trasformandolo in uno spazio pubblico contemporaneo dedicato alla cura.
Gli ambienti restaurati accolgono 21 riuniti odontoiatrici, tecnologie avanzate e spazi pensati anche per pazienti pediatrici e più fragili, creando un luogo funzionale e inclusivo.
Il recupero di affreschi, stucchi e scale monumentali, realizzato insieme alla Soprintendenza, intreccia storia e innovazione, dando forma a un nuovo riferimento per l’odontoiatria pubblica.
Foto di Gaia Carnesi, @pietrosavorelli_associati e @ettore.obj
Il progetto della nuova clinica odontostomatologica Villa Santa Margherita, all’interno dell’Ospedale Piero Palagi, rinnova un edificio storico trasformandolo in uno spazio pubblico contemporaneo dedicato alla cura.
Gli ambienti restaurati accolgono 21 riuniti odontoiatrici, tecnologie avanzate e spazi pensati anche per pazienti pediatrici e più fragili, creando un luogo funzionale e inclusivo.
Il recupero di affreschi, stucchi e scale monumentali, realizzato insieme alla Soprintendenza, intreccia storia e innovazione, dando forma a un nuovo riferimento per l’odontoiatria pubblica.
Foto di @pietrosavorelli_associati
Un luogo nato negli anni ’50 come cuore del quartiere INA-Casa, pensato per accogliere la vita quotidiana della comunità, torna a essere uno spazio centrale e condiviso.
La nuova piazza è un tappeto continuo di pietre provenienti da tutta Italia: una trama di differenze che racconta il quartiere e il suo forte senso di appartenenza. La pensilina riflettente al centro moltiplica le immagini di mercato, alberi e persone, restituendo ai cittadini l’idea di un “Noi” collettivo.
Tra aree alberate, spazi di incontro, mercati e affacci verso il parco, la piazza diventa una piattaforma viva e inclusiva, capace di ospitare socialità, eventi e quotidianità.
Un progetto premiato con il Premio Architettura Toscana, che rinnova la centralità dello spazio pubblico nella vita urbana.
Video di @gigiabbado
Foto di Guido Mezzera
Un luogo nato negli anni ’50 come cuore del quartiere INA-Casa, pensato per accogliere la vita quotidiana della comunità, torna a essere uno spazio centrale e condiviso.
La nuova piazza è un tappeto continuo di pietre provenienti da tutta Italia: una trama di differenze che racconta il quartiere e il suo forte senso di appartenenza. La pensilina riflettente al centro moltiplica le immagini di mercato, alberi e persone, restituendo ai cittadini l’idea di un “Noi” collettivo.
Tra aree alberate, spazi di incontro, mercati e affacci verso il parco, la piazza diventa una piattaforma viva e inclusiva, capace di ospitare socialità, eventi e quotidianità.
Un progetto premiato con il Premio Architettura Toscana, che rinnova la centralità dello spazio pubblico nella vita urbana.
Video di @gigiabbado
Foto di Guido Mezzera
Un luogo nato negli anni ’50 come cuore del quartiere INA-Casa, pensato per accogliere la vita quotidiana della comunità, torna a essere uno spazio centrale e condiviso.
La nuova piazza è un tappeto continuo di pietre provenienti da tutta Italia: una trama di differenze che racconta il quartiere e il suo forte senso di appartenenza. La pensilina riflettente al centro moltiplica le immagini di mercato, alberi e persone, restituendo ai cittadini l’idea di un “Noi” collettivo.
Tra aree alberate, spazi di incontro, mercati e affacci verso il parco, la piazza diventa una piattaforma viva e inclusiva, capace di ospitare socialità, eventi e quotidianità.
Un progetto premiato con il Premio Architettura Toscana, che rinnova la centralità dello spazio pubblico nella vita urbana.
Video di @gigiabbado
Foto di Guido Mezzera
Un progetto di adeguamento liturgico che interviene con rispetto in uno spazio sacro ricco di storia e arte: la Cattedrale di Pescia.
La luce diventa materia architettonica, rivelando il senso del sacro attraverso contrasti e riflessi.
Il nuovo altare monolitico, in marmo e mosaico di Murano, rifrange la luce in modo cangiante, mentre forme essenziali e materiali puri dialogano con la ricchezza barocca dello spazio.
Un intervento dove semplicità e luce restituiscono una rinnovata esperienza liturgica, e attraverso l’architettura si ripensa la forma del tempo e della spiritualità.
Un progetto di adeguamento liturgico che interviene con rispetto in uno spazio sacro ricco di storia e arte: la Cattedrale di Pescia.
La luce diventa materia architettonica, rivelando il senso del sacro attraverso contrasti e riflessi.
Il nuovo altare monolitico, in marmo e mosaico di Murano, rifrange la luce in modo cangiante, mentre forme essenziali e materiali puri dialogano con la ricchezza barocca dello spazio.
Un intervento dove semplicità e luce restituiscono una rinnovata esperienza liturgica, e attraverso l’architettura si ripensa la forma del tempo e della spiritualità.
Foto di @pietrosavorelli_associati
Un progetto di adeguamento liturgico che interviene con rispetto in uno spazio sacro ricco di storia e arte: la Cattedrale di Pescia.
La luce diventa materia architettonica, rivelando il senso del sacro attraverso contrasti e riflessi.
Il nuovo altare monolitico, in marmo e mosaico di Murano, rifrange la luce in modo cangiante, mentre forme essenziali e materiali puri dialogano con la ricchezza barocca dello spazio.
Un intervento dove semplicità e luce restituiscono una rinnovata esperienza liturgica, e attraverso l’architettura si ripensa la forma del tempo e della spiritualità.
Foto di @pietrosavorelli_associati
Tra le colline pisane, la Cantina Villa Saletta si rinnova mantenendo un profondo legame con il paesaggio.
I colori delle facciate richiamano quelli della terra e dei campi coltivati delle colline che circondano il progetto, raccontando il dialogo tra architettura e natura.
Il contrasto tra pannelli in sughero e la lamiera stirata intrecciano la variabilità della luce in un racconto in continua trasformazione, esprimendo gradienti diversi di porosità.
Un progetto che unisce sostenibilità, materia e memoria, restituendo al luogo una nuova armonia.
Foto di @pietrosavorelli_associati
Tra le colline pisane, la Cantina Villa Saletta si rinnova mantenendo un profondo legame con il paesaggio.
I colori delle facciate richiamano quelli della terra e dei campi coltivati delle colline che circondano il progetto, raccontando il dialogo tra architettura e natura.
Il contrasto tra pannelli in sughero e la lamiera stirata intrecciano la variabilità della luce in un racconto in continua trasformazione, esprimendo gradienti diversi di porosità.
Un progetto che unisce sostenibilità, materia e memoria, restituendo al luogo una nuova armonia.
Foto di @pietrosavorelli_associati
Tra le colline pisane, la Cantina Villa Saletta si rinnova mantenendo un profondo legame con il paesaggio.
I colori delle facciate richiamano quelli della terra e dei campi coltivati delle colline che circondano il progetto, raccontando il dialogo tra architettura e natura.
Il contrasto tra pannelli in sughero e la lamiera stirata intrecciano la variabilità della luce in un racconto in continua trasformazione, esprimendo gradienti diversi di porosità.
Un progetto che unisce sostenibilità, materia e memoria, restituendo al luogo una nuova armonia.
Foto di @pietrosavorelli_associati
Il nuovo Ponte di Bellariva-Gavinana a Firenze non è solo un’infrastruttura, ma un luogo pubblico che si integra nel paesaggio urbano, dialogando con i ponti storici della città.
Oggi il ponte sta prendendo forma: le campate in calcestruzzo e metallo si assemblano in un equilibrio tra visione e concretezza.
Un segno contemporaneo che unisce tecnica, paesaggio e memoria, reinterpretando in chiave attuale l’essenza dell’architettura fiorentina e contribuendo a ridefinire lo skyline della città.
Il nuovo Ponte di Bellariva-Gavinana a Firenze non è solo un’infrastruttura, ma un luogo pubblico che si integra nel paesaggio urbano, dialogando con i ponti storici della città.
Oggi il ponte sta prendendo forma: le campate in calcestruzzo e metallo si assemblano in un equilibrio tra visione e concretezza.
Un segno contemporaneo che unisce tecnica, paesaggio e memoria, reinterpretando in chiave attuale l’essenza dell’architettura fiorentina e contribuendo a ridefinire lo skyline della città.
Video di @gigiabbado
Il nuovo Ponte di Bellariva-Gavinana a Firenze non è solo un’infrastruttura, ma un luogo pubblico che si integra nel paesaggio urbano, dialogando con i ponti storici della città.
Oggi il ponte sta prendendo forma: le campate in calcestruzzo e metallo si assemblano in un equilibrio tra visione e concretezza.
Un segno contemporaneo che unisce tecnica, paesaggio e memoria, reinterpretando in chiave attuale l’essenza dell’architettura fiorentina e contribuendo a ridefinire lo skyline della città.
A Calenzano, la Chiesa di Santa Maria Santissima Madre di Dio prende forma richiamando il velo della Vergine, tradotto in architettura come segno di accoglienza e grazia.
La facciata concava invita i fedeli, l’ulivo all’ingresso richiama pace e natura, la cupola leggera avvolge lo spazio in spiritualità.
Un’architettura luminosa e essenziale, capace di unire tradizione e paesaggio, pensata per essere riconoscibile e accogliere la comunità in un luogo di incontro e raccoglimento.
A Calenzano, la Chiesa di Santa Maria Santissima Madre di Dio prende forma richiamando il velo della Vergine, tradotto in architettura come segno di accoglienza e grazia.
La facciata concava invita i fedeli, l’ulivo all’ingresso richiama pace e natura, la cupola leggera avvolge lo spazio in spiritualità.
Un’architettura luminosa e essenziale, capace di unire tradizione e paesaggio, pensata per essere riconoscibile e accogliere la comunità in un luogo di incontro e raccoglimento.
Video di @gigiabbado